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Il furto d’identità in Italia: un pericolo sottovalutato da consumatori e aziende

In Italia il pericolo del furto d’identità è sottovalutato da aziende e consumatori. Diverse indagini, compiute da istituti di ricerca e organizzazioni diverse, giungono alle stesse conclusioni: 1 italiano su 4 è esposto al furto d’identità ma ne sottovaluta le conseguenze, quindi non si difende adeguatamente.

La ricerca più recente è quella dell’Osservatorio CRIF sulle frodi creditizie, che nel 2012 ha rilevato più di 24.000 frodi creditizie compiute attraverso il furto d’identità, con un danno economico complessivo di circa 195 milioni di euro. Rispetto al 2011 c’è stato un balzo in avanti dell’8,6%, dato che conferma la costante crescita del fenomeno.

furto identità italiaEppure le frodi ottenute con il furto d’identità non ottengono la stessa attenzione che consumatori, aziende e mezzi di comunicazione riservano ad altri fenomeni criminali.

Come paragone, si consideri che nello stesso periodo le rapine ai danni di banche e finanziare sono state meno di 1.000. Ogni giorno, quindi, in Italia ci sono circa 80 furti di identità e “solo” 3 rapine. Eppure le rapine in banca hanno una risonanza mediatica molto più forte rispetto ai casi di furto d’identità.

Il furto d’identità sta diventando il mezzo criminale preferito da chi vuole compiere frodi finanziarie perché è molto meno rischioso e anche più facile da commettere. Per scoprire come i ladri ottengono i dati di altre persone, leggi il nostro articolo Le tecniche per rubare l’identità: come operano i ladri di informazioni personali e aziendali.

Ovviamente, se i ladri ottengono i dati per compiere la frode rubando le informazioni nei documenti o computer di un’azienda, questa è considerata responsabile dalla Legge sulla Privacy.

Esempio

Un ladro d’identità rovista tra la carta buttata nella comune spazzatura o nella campana di riciclo da un’agenzia di assicurazioni. Trova vecchie polizze, dati personali dei clienti, codici fiscali, indirizzi, telefoni e numeri di conto corrente. Se il ladro d’identità compie una frode utilizzando questi dati, l’agenzia assicurativa è considerata responsabile e dovrà risarcire il danno al cliente che ha subito la frode.

Per le aziende è quindi importante comprendere i danni potenziali di questo fenomeno. Ne parliamo nell’articolo Le conseguenze civili e penali per le aziende che smarriscono dati riservati.

Auto, moto, contanti, elettronica e anche mutui: cosa ottengono i ladri d’identità

Dopo aver rubato le informazioni dai documenti personali o aziendali, i ladri d’identità comprano auto e moto (1/3 dei casi), chiedono prestiti personali, si fanno finanziare articoli di elettronica-informatica-telefonia (principalmente smartphone e tablet), arredamento, elettrodomestici ma anche trattamenti estetici e cure mediche. Ancora minimi, ma in crescita, i casi di frode sui mutui (1,2%).

Sempre troppo tardi: quando si scopre il furto d’identità?

Nel 50% dei casi un consumatore si accorge che gli è stata rubata l’identità e compiuta una frode entro 1 anno, nel 17% dei casi solo dopo 4 anni e nel 10% dei casi dopo i 5 anni. Come abbiamo detto in precedenza, se al momento della scoperta la vittima riesce a scoprire che i ladri si sono procurati i suoi dati personali rubandoli ad un’azienda, questa è considerata responsabile. Per saperne di più: Le conseguenze civili, penali, economiche e di reputazione per le aziende vittime del furto d’identità e di informazioni.

Come difendersi dal furto d’identità e informazioni?

Prima di tutto bisogna conoscere le Le tecniche per rubare l’identità: come operano i ladri di informazioni personali e aziendali. E poi porre attivare comportamenti di protezione per ridurre il rischio del furto d’identità.

Le conseguenze civili e penali per le aziende che smarriscono dati riservati

Le aziende sottovalutano le conseguenze che possono arrivare dallo smarrimento di dati riservati di dipendenti, clienti, fornitori. Il problema rientra nel più ampio tema del rispetto della privacy ma non ha effetti solo civili: il Codice della Privacy prevede una Responsabilità Oggettiva del titolare del trattamento dei dati, che può essere punito anche con la reclusione.

Vediamo quindi una breve rassegna delle norme fondamentali che riguardano lo smarrimento o la mancata distruzione sicura dei documenti con dati riservati o sensibili. In un altro articolo parliamo, invece, delle conseguenze economiche e di reputazione.

Articolo 15 del Codice della Privacy, comma 1 e 2

Chiunque cagiona danno ad altri per effetto del trattamento di dati personali è tenuto al risarcimento ai sensi dell’articolo 2050 del Codice Civile (vedi sotto).

L’articolo 15, comma 2 prevede che il danno non patrimoniale sia risarcibile anche in caso di violazione dell’articolo 11, che a sua volta impone che i dati siano  conservati in una forma che consenta l’identificazione dell’interessato per un periodo di tempo non superiore a quello necessario agli scopi per i quali essi sono stati raccolti o successivamente trattati.

Articolo 2050 del Codice Civile

Chiunque cagiona danno ad altri nello svolgimento di un’attività pericolosa (Il trattamento dei dati è considerato attività pericolosa), per sua natura o per la natura dei mezzi adoperati, e tenuto al risarcimento, se non prova di avere adottato tutte le misure idonee a evitare il danno..

Cosa rischio se non adotto le misure idonee previste dal Codice della Privacy?

Per il responsabile del trattamento dei dati la legge prevede l’arresto fino a due anni o con l’ammenda da 10.000 a 50.000 Euro.

Il distruggidocumenti da ufficio rientra nelle “misure minime” indicate dal Codice della Privacy?

No. Il distruggdocumenti da ufficio rappresenta una misura di sicurezza di livello minimale e come tale non risponde ai requisiti previsti dall’art. 2050 de Codice Civile che richiede invece l’adozione di misure idonee e quindi di grado più elevato.

Articolo 16 del Codice della Privacy, Articolo 1, Lettera A

1. In caso di cessazione, per qualsiasi causa, di un trattamento i dati sono:

a) distrutti;

Quale valore ha la liberatoria della società che smaltisce i miei documenti in discarica?

Molte aziende affidano lo smaltimento dei documenti e dei faldoni d’archivio alle ditte di pulizie o società di recupero carta. L’eventuale liberatoria firmata dalla società addetta allo smaltimento non ha alcun valore, in quanto, per legge, la responsabilità penale è personale e non può essere trasferita ad altri.